venerdì 4 luglio 2025

La torre segreta delle aquile (Marcello Simoni) - Recensione

Nella Sicilia medievale, tra complotti e segreti la prima parte di una nuova avventura firmata Marcello Simoni.


Fresco di uscita, "La torre segreta delle aquile" è il libro di cui parlerò oggi. Viene presentato come un thriller medievale, primo della "saga della dinastia perduta", come ci ha ormai abituati il suo autore Marcello Simoni.
Torre del Castello di Bosa
(Foto scattata da me)

Autore: Marcello Simoni
Titolo: La torre segreta delle aquile
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 1 luglio 2025
Numero di pagine: 384

Trama: La famiglia di Umfredo di Evreux raggiunge le coste di Sagitta, un'isola della Sicilia governata da Galgano. I due uomini hanno stretto un patto secondo il quale Folco e Altruda, i rispettivi figli, dovranno convolare a nozze. Ma dietro questo matrimonio Galgano si nasconde un piano per un complotto ai danni di Ruggero d'Altavilla, sempre più potente al sud della penisola.

La vicenda, ambientata tra il 1127 e il 1128 d.C. nel sud della penisola italiana, fa dei vaghi riferimenti al contesto storico in cui la società è data dalla convivenza di vari popoli (greci, siculi, arabi, normanni) e la situazione politica vede l'ascesa dei normanni, interessati al governo della Sicilia, Calabria e Puglia.

personaggi che ritroviamo presentano pochi tratti caratteriali, probabilmente perché in virtù dei ruoli da essi assunti non vi è spazio per altri sentimenti o comportamenti. Più complessi paiono i due giovani, Folco e Altruda: il primo diviso tra la voglia di dimostrare il suo valore, e conformarsi a un ideale dell'epoca, e la propria coscienza davanti a ingiustizie, soprusi e l'assenza di compassione per il popolo; la seconda, indomita e intelligente, cerca di ritagliarsi uno spazio da protagonista in un mondo che la vuole ai margini in quanto donna.

La narrazione e la scrittura sono scorrevoli. Il lessico è arricchito da termini adeguati al linguaggio dell'epoca.

La trama tarda a decollare: tra troppi detti e non detti si fatica ad annodare i fili della storia e dei tanti misteri in essa contenuti.
Torre del Castello di Bosa
(Foto scattata da me)

Complessivamente un libro che aspira a raccontare un epoca, e marginalmente le vicende storiche ad esso afferibili, attraverso personaggi e luoghi inventati. Più che un thriller medievale sembra un romanzo storico con annessi complotti, giochi di potere, segreti e combattimenti.

Conoscendo l'autore da tantissimo tempo e avendo letti tantissimi suoi romanzi, mi aspettavo di più, sia come storia (che oltretutto purtroppo non è autoconclusiva e non svela quasi nulla di tutto ciò a cui ha fatto riferimento durante questo libro) che come contesto, davvero poco presente per creare una cornice di riferimento per i lettori che non conoscono quel periodo storico.
Per vederci più chiaro occorrerà attendere il secondo capitolo della saga, con la speranza che possa fugare i dubbi e le perplessità che questo ha sollevato. 

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