Nella Sicilia medievale, tra complotti e segreti la prima parte di una nuova avventura firmata Marcello Simoni.
Fresco di uscita, "La torre segreta delle aquile" è il libro di cui parlerò oggi. Viene presentato come un thriller medievale, primo della "saga della dinastia perduta", come ci ha ormai abituati il suo autore Marcello Simoni.
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| Torre del Castello di Bosa (Foto scattata da me) |
Autore: Marcello Simoni
Titolo: La torre segreta delle aquile
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 1 luglio 2025
Numero di pagine: 384
Trama: La famiglia di Umfredo di Evreux raggiunge le coste di Sagitta, un'isola della Sicilia governata da Galgano. I due uomini hanno stretto un patto secondo il quale Folco e Altruda, i rispettivi figli, dovranno convolare a nozze. Ma dietro questo matrimonio Galgano si nasconde un piano per un complotto ai danni di Ruggero d'Altavilla, sempre più potente al sud della penisola.
La vicenda, ambientata tra il 1127 e il 1128 d.C. nel sud della penisola italiana, fa dei vaghi riferimenti al contesto storico in cui la società è data dalla convivenza di vari popoli (greci, siculi, arabi, normanni) e la situazione politica vede l'ascesa dei normanni, interessati al governo della Sicilia, Calabria e Puglia.
I personaggi che ritroviamo presentano pochi tratti caratteriali, probabilmente perché in virtù dei ruoli da essi assunti non vi è spazio per altri sentimenti o comportamenti. Più complessi paiono i due giovani, Folco e Altruda: il primo diviso tra la voglia di dimostrare il suo valore, e conformarsi a un ideale dell'epoca, e la propria coscienza davanti a ingiustizie, soprusi e l'assenza di compassione per il popolo; la seconda, indomita e intelligente, cerca di ritagliarsi uno spazio da protagonista in un mondo che la vuole ai margini in quanto donna.
La narrazione e la scrittura sono scorrevoli. Il lessico è arricchito da termini adeguati al linguaggio dell'epoca.
La trama tarda a decollare: tra troppi detti e non detti si fatica ad annodare i fili della storia e dei tanti misteri in essa contenuti.
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| Torre del Castello di Bosa (Foto scattata da me) |
Complessivamente un libro che aspira a raccontare un epoca, e marginalmente le vicende storiche ad esso afferibili, attraverso personaggi e luoghi inventati. Più che un thriller medievale sembra un romanzo storico con annessi complotti, giochi di potere, segreti e combattimenti.
Conoscendo l'autore da tantissimo tempo e avendo letti tantissimi suoi romanzi, mi aspettavo di più, sia come storia (che oltretutto purtroppo non è autoconclusiva e non svela quasi nulla di tutto ciò a cui ha fatto riferimento durante questo libro) che come contesto, davvero poco presente per creare una cornice di riferimento per i lettori che non conoscono quel periodo storico.
Per vederci più chiaro occorrerà attendere il secondo capitolo della saga, con la speranza che possa fugare i dubbi e le perplessità che questo ha sollevato.
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