Venezia è in pericolo: troppi anelano a distruggerne il potere a proprio favore. El Caigo, lo Spettro di Venezia, cerca di difendere la sua città.
Oggi vi parlo di un romanzo uscito di recente: "La congiura delle vipere" di Matteo Strukul.
Autore: Matteo Strukul
Titolo: La congiura delle vipere
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2025
Numero di pagine: 352
Trama: XVII secolo. Venezia è nel mirino degli Uscocchi, pirati che agiscono per conto dell'arciduca d'Austria che vuole impossessarsi della potenza veneziana, mentre anche all'interno dei suoi palazzi si trama per far cadere la Serenissima a favore di potenze straniere. Un uomo mascherato, detto il Caigo o Spettro di Venezia, veglia sulla città e indaga per sventare la congiura, arrivando dove lo stesso governo a volte non riesce ad arrivare. Ma sono in molti a tramare nell'ombra e la rete è più estesa che mai.
I personaggi sono più che altro tratteggiati, soprattutto i personaggi realmente esistiti. Qualcuno di quelli frutto della fantasia dell'autore, come ad esempio accade per l'Invelenada, risulta ben tratteggiato sia fisicamente che caratterialmente e gli viene riservato ampio spazio anche per quanto riguarda il racconto della sua vita; altri, come El Caigo, vengono appena abbozzati, con vaghi riferimenti al loro passato.
Il problema è che sono davvero troppo numerosi e a poco vale l'elenco posto all'inizio del romanzo. Inoltre alcuni riportano nomi simili e la confusione è sempre in agguato.
L'ambientazione è invece ben descritta e permette al lettore di visualizzare i luoghi di cui si parla e in cui si svolge l'azione.
La narrazione è fluida e la scrittura scorrevole; il lessico è semplice ed adatto a tutti.
Il ritmo è reso veloce dai brevi capitoli che però, passando da un personaggio all'altro e quindi anche da un fatto all'altro, spezzano la linearità della narrazione.
La trama è complessa, ma ben sviluppata. Purtroppo dovendo seguire gli avvenimenti su moltissimi fronti e attraverso le azioni di diversi personaggi, spesso è difficile riuscire a mantenere l'attenzione sul disegno generale della vicenda.
Da un lato il giudizio è positivo in quanto si evince che l'autore si è ben documentato sulla storia della Venezia del XVII secolo ed è in grado di costruire un racconto che si snoda attraverso vari fronti. Dall'altro lato però la storia è davvero molto complessa, soprattutto per chi non conosce gli avvenimenti storici, e riuscire a destreggiarsi tra luoghi, personaggi e avvenimenti distinti diventa problematico.
Inoltre, come lo stesso Strukul ammette alla fine del libro, il romanzo è un espediente per parlare di fatti realmente (o alcuni presumibilmente) accaduti nella sua città in un periodo meno conosciuto ai più, ma anche dell'arte del profumo e dei veleni per cui la Serenissima si distingueva all'epoca. Ciò ha comportato però l'inserimento di personaggi e vicende immaginarie che sono del tutto avulse dalla trama principale e di cui si fatica a trovare una ragion d'essere.
Può darsi che ci sia l'idea di un seguito dove ciò che al momento è stato solo accennato verrà approfondito? A questo punto è davvero auspicabile.
Io amo i romanzi storici che comprendono un mistero, intrighi e verità da scoprire, quindi non potevo non leggere questo libro.
Il problema che mi è parso subito evidente è stata la complessità con cui è stata raccontata la storia. Avrei sicuramente preferito meno personaggi, meno fronti di guerra e più azione in città.
Le parti che ho trovato più piacevoli sono state quelle romanzate, dove i personaggi si scostavano dagli avvenimenti storici e mi permettevano di riprendere una lettura più comprensibile, nonostante le vicende che li riguardavano fossero poco approfondite.
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