venerdì 1 agosto 2025

L'isola delle anime (Piergiorgio Pulixi) - Recensione

  Una ragazza morta e preparata come vittima sacrificale. Vecchi riti sacri della Sardegna che sembrano tornare a vivere. Due poliziotte e un ispettore in pensione indagano.



Oggi vi parlo del primo romanzo con protagoniste le ispettrici di Polizia Mara Rais e Eva Croce, create dalla penna di Piergiorgio Pulixi. Il romanzo è "L'isola delle anime" ed è il terso della serie de "I canti del male"

Autore: Piergiorgio Pulixi
Titolo: L'isola delle anime
Casa editrice: Rizzoli
Data di pubblicazione: 11 giugno 2019
Numero di pagine: 445

Trama: Nella Sardegna dei giorni nostri le ispettrici Mara Rais e Eva Croce si trovano a condividere l'ufficio della sezione dei Delitti Insoluti. Ovviamente per entrambe è una punizione: la prima non riesce a tenere a freno la lingua e l'altra paga il fatto di non essere riuscita ad attenersi al protocollo durante un'indagine con fortissime ripercussioni emotive su di lei. Insieme a loro Moreno Barrali, un ispettore in pensione ossessionato da una serie di delitti rituali avvenuti decenni prima. Ma qualcosa si rimette in moto e porta alla riapertura del vecchio caso: una ragazza viene trovata morta e agghindata secondo il rituale del vecchio serial killer che si pensava ormai sopito per sempre.

In questo primo romanzo della serie di Rais e Croce, conosciamo le due donne diversissime tra loro e che proprio per questo si completano a vicenda e trovano una sintonia particolare fatta di prese in giro e dimostrazioni di antipatia utili solo a nascondere i sentimenti positivi. Stando insieme e condividendo l'indagine si aiuteranno a vicenda a iniziare a guarire da ciò che le ha rese così dure e quasi impermeabili al mondo esterno.

personaggi sono ben descritti e ben caratterizzati. L'autore ci da modo di conoscere perfettamente ogni personaggio sia fisicamente che caratterialmente e psicologicamente, facendoci scoprire la loro umanità e le loro debolezze e rendendoli molto verosimili.

L'ambientazione è quella di una Sardegna dura, a tratti inospitale e ancora pregna delle sue tradizioni e memore di quelli che furono riti antichi delle popolazioni nuragiche, oggi incomprensibili.

La narrazione e la scrittura sono scorrevoli e adatte alla lettura da parte di tutti. Il lessico di tanto in tanto è arricchito da qualche espressione tipica dialettale presente nell'eloquio soprattutto dell'ispettrice sarda.

La trama presenta un'alternanza tra la realtà vera e propria e una parte di storia non meglio collocata nel tempo e nello spazio che si integrano a vicenda e propongono più punti di vista riguardo alla tradizione. Il tutto è ben sviluppato e ben gestito.

Per la prima volta Pulixi si avvicina alla sua isola e ne da un immagine forte e selvaggia ma anche dolce e moderna, dove la campagna e la città convivono in armonia e il mare dona un tocco di romantico e nostalgico.

Mi affascina molto l'idea che l'autore è riuscito a dare della sua terra, spesso vittima di pregiudizi negativi. E' come se il messaggio fosse: qui non si dimentica ciò che siamo stati ma siamo andati avanti. E questo è chiaro nel momento in cui si parla del capoluogo dove si può trovare il richiamo alla storia accanto a ciò che è moderno. 
Ho trovato molto interessante anche il caso giallo, dove praticamente fino alla fine restano i dubbi.
Per quanto riguarda le protagoniste invece ho amato Eva e mi ha infastidito Mara, troppo diffidente e maleducata e intrattabile tanto da rasentare l'inverosimiglianza.

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