venerdì 29 agosto 2025

La regina dei sentieri (Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone) - Recensione

 Un uomo scomparso e mai ritrovato. Il suo motocarro sul fondo di un bacino artificiale nella tenuta rivale. Serena Martini e Corinna Stelea indagano.


Oggi vi parlo del secondo romanzo, scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, della serie con protagoniste Serena Martini e Corinna Stelea: "La regina dei sentieri".



Autore: Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone 
Titolo: La regina dei sentieri 
Casa editrice: Sellerio
Data di pubblicazione: 16 luglio 2024
Numero di pagine: 352

Trama: Sul fondo di un bacino artificiale viene ritrovato il motocarro del marchese Crisante Olivieri Frangipane, scomparso tanti anni prima e mai ritrovato. Ovviamente vengono riaperte le indagini, anche perché il bacino si trova nella tenuta dell'azienda produttrice di vini rivale di quella del marchese. Ad indagare viene chiamata la sovrintendente Corinna Stelea che, non essendo molto esperta di vini, chiede l'aiuto di Serena Martini, tra le altre cose raffinata sommelier.

Ritroviamo in questo secondo romanzo Serena Martini e Corinna Stelea, due donne quasi opposte, che proprio per questo in un certo senso si completano. In questo secondo capitolo della serie c'è meno spazio per le vite private, ma abbastanza per seguire soprattutto Serena alle prese con la famiglia e con il suo desiderio di riprendere a lavorare

personaggi che troviamo in questo libro sono ben descritti, soprattutto ci viene data un ampia panoramica di quelli che sono i loro trascorsi e quindi dei loro caratteri e attitudini.

L'ambientazione ancora una volta è suggestiva: la campagna toscana con le sue attività e i paesi caratteristici sembrano portare il lettore in un luogo magico.

La narrazione è scorrevole e ben congegnata. Il lessico è semplice, con l'inserimento di alcune espressioni e parole appartenenti al dialetto toscano, il cui significato è comunque semplice da capire.

La trama, ben ideata e ben sviluppata, rende il romanzo interessante e coinvolgente.

Diverso dal precedente, meno ironico e meno tagliente, questo libro conquista per la trama e la costruzione del caso giallo. Malvaldi e la Bruzzone sono capaci di riproporre gli stessi protagonisti senza snaturarli, ma creando comunque qualcosa che si discosta abbastanza dal primo romanzo della serie. 

Non so quale dei due romanzi della serie ho preferito ma sicuramente questo me lo sono proprio goduto. In parte forse proprio per l'ironia meno sferzante, ma comunque presente, e in parte per aver già familiarizzato con l'ambiente e i personaggi ricorrenti.
Per quanto riguarda il delitto, mi ha appassionato la sua costruzione e mi sono divertita ad indagare, anche se il mio fiuto mi ha condotto presto a quella che era la soluzione corretta.
Non so se ci saranno ulteriori seguiti, ma, a mio parere, ci si può anche fermare qui.

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