lunedì 25 agosto 2025

La vittima mancante (Robert Bryndza) - Recensione

 Una ragazza scomparsa trent'anni prima. Un corpo mai ritrovato. Kate Marshall e il socio Tristan hanno un nuovo caso per l'agenzia investigativa.


Oggi vi parlo di un'uscita recente: "La vittima mancante" di Robert Bryndza, quinto capitolo della serie con protagonista Kate Marshall.

Autore: Robert Bryndza
Titolo: La vittima mancante
Traduttore: Mariafelicia Maione
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 29 luglio 2025
Numero di pagine: 320

Trama: Kate Marshall viene contattata da un'agenzia creativa che vorrebbe registrare un podcast e scrivere un libro sulla scomparsa di una ragazzina, Janey Macklin, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Nel periodo della scomparsa anche Peter Conway, il serial killer noto come il cannibale di Nine Elms, frequentava la zona: potrebbe essere lui il colpevole? Kate e il suo socio Tristan iniziano a indagare e ben presto si trovano a doversi districare tra false piste e dichiarazioni mendaci.

Il romanzo riprende, oltre al caso specifico dell'indagine, le storie personali dei personaggi ricorrenti, anche se in questo caso in modo piuttosto marginale. L'unica a cui viene dedicato più spazio è quella di Kate, che è funzionale a ciò che viene narrato in questo quinto libro in cui compare nuovamente Peter Conway.

personaggi ricorrenti per lo più non vengono descritti, se non di sfuggita, mentre si dedica più spazio alla presentazione dei nuovi o a quelli che hanno subito cambiamenti significativi rispetto ai romanzi precedenti, come Peter Conway.

L'ambientazione, al contrario, è molto ben definita e dà un'idea precisa al lettore di quelli che sono i luoghi in cui si svolge la vicenda.

La narrazione è interessante e ciò viene rafforzato da una scrittura scorrevole e un lessico semplice e adatto a tutti.

La trama è ben costruita e ben sviluppata. Il lettore viene accompagnato nella vicenda senza che possa avere cali di interesse o tensione perché la stessa sequenza dei fatti non lascia spazio a pause o digressioni.

Complessivamente è un buon romanzo giallo che rispetta le aspettative. La storia, come nei precedenti, è ben ideata, con uno sguardo al passato della protagonista ma anche con un occhio al suo futuro, cosa che contribuisce a fidelizzare il lettore. Rispetto ai precedenti però si legge una maggiore tensione verso il futuro e un bisogno di lasciarsi alle spalle il passato, cosa che la protagonista non smette di affermare.

Avendo letto i precedenti, non potevo non dedicare del tempo a questo romanzo. Devo ammettere che non tutte le storie della serie mi hanno appassionato e ho temuto che stavolta sarei rimasta delusa. Invece devo dire che è il volume che mi ha coinvolto di più, anche rispetto al primo: ho trovato una scrittura e una trama più coinvolgenti, una maggiore suspense e un caso più difficile da risolvere. Inoltre la presenza di Peter Conway non era disturbante come in passato e trovare una protagonista meno vulnerabile e più sicura ha aiutato ulteriormente.

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