martedì 19 agosto 2025

Alla corte di Eleonora (Maria Teresa Casu) - Recensione

 Una donna forte, educata al governo. Nella Sardegna dei Giudicati alla scoperta della figura di Eleonora d'Arborea


Oggi vi parlo di un romanzo storico ambientato nel XIV secolo con protagonista una donna quasi leggendaria per la sua modernità, giustizia e attitudine al buon comando: Eleonora d'Arborea, la Giudicessa sarda famosa per la revisione della Carta de Logu.

Castello di Bosa (OR)
(Foto scattata da me)

Autore: Maria Teresa Casu
Titolo: Alla corte di Eleonora
Casa editrice: Pav Edizioni
Data di pubblicazione: 22 marzo 2024
Numero di pagine: 250

Trama: Il racconto inizia con la morte del padre di Eleonora, Mariano IV, evento che muta radicalmente la situazione del Giudicato di Arborea e della stessa figlia. Infatti a regnare sul Giudicato sarà Ugone III, figlio di Mariano e fratello di Eleonora, che predilige un governo col pugno di ferro e che non vede di buon occhio la sorella. La donna si adatta alla situazione, senza però mai rinunciare alla ricerca della giustizia.

personaggi sono delineati secondo quanto è possibile estrapolare dalle fonti storiche: quindi pochi dettagli dell'aspetto fisico e una personalità coerente con i fatti storici di cui sono stati protagonisti o in cui sono stati coinvolti. Troviamo quindi una Eleonora forte e risoluta, ma anche magnanima e attenta a combattere ingiustizie e soprusi, un Ugone quasi esattamente all'opposto, un Brancaleone Doria incline al calcolo.

L'ambientazione è suggestiva, con diversi riferimenti a luoghi reali in cui hanno vissuto i personaggi, soprattutto i castelli, che ci rimandano a un tempo dove tutto era incontaminato e circondato dalla natura.
Corte del Castello di Bosa (OR)
con la Chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos
(Foto scattata da me)
La narrazione è fluida e scorrevole. La scrittura e il lessico sono adatti all'epoca storica che raccontano, tanto essenziali e asciutti quasi da far sembrare il romanzo un resoconto storico, data anche la precisione con cui si raccontano le vicende realmente accadute.

La trama ci riporta fedelmente quella che dev'essere stata la vita della Giudicessa più famosa della Sardegna, con ciò che riguarda la sua vita pubblica e ciò che plausibilmente potrebbe essere stata la sua dimensione privata e intima.

Complessivamente il giudizio è più che positivo, soprattutto per l'accuratezza e lo studio che si intravede dietro la costruzione di questo libro. Il tentativo di non snaturare eccessivamente i personaggi e i fatti storici si avverte da subito e se in un primo momento può destabilizzare il lettore per l'essenzialità del racconto, poi viene apprezzato proprio per la stessa ragione.

Questo libro mi ha appassionato molto per via della sua ambientazione storica e per l'approccio non finalizzato a dare a tutti i costi una visione fiabesca di luoghi e personaggi. Come nei romanzi di Philippa Gregory, ho trovato una voglia di narrare la verità, per quanto ovviamente in un romanzo si debbano riempire vuoti che la storia lascia, e di restituirla come tale. 
Ho apprezzato inoltre la scelta di non eccedere con la descrizione dei sentimenti che, per l'epoca storica e il luogo in cui si svolge la narrazione, non erano sicuramente molto incoraggiati, sia dal punto di vista della loro manifestazione pubblica che come libertà interiore.

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