Una ragazza uccisa in spiaggia. Un nostromo ghanese ucciso in un peschereccio. Un migrante scappato dal centro di accoglienza. Terranova e Rivano indagano.
Oggi vi parlo di "Nero mediterraneo", quarto volume della serie ambientata a Carloforte con protagonista Alvise Terranova, scritto da Antonio Boggio.
Autore: Antonio Boggio
Titolo: Nero mediterraneo
Casa editrice: Mondadori
Data di pubblicazione: 5 maggio 2026
Numero di pagine: 456
Trama: Una diciannovenne viene trovata senza vita su una spiaggia da un suo amico. E' un momento particolare a Carloforte: un peschereccio, in cui è stato trovato assassinato il nostromo, ha appena soccorso dei migranti e uno di loro è scappato dal centro di accoglienza. Alvise Terranova è chiamato ad indagare sugli omicidi, che a detta di molti sono sicuramente entrambi opera del migrante. Il commissario si trova quindi a doversi districare tra le pressioni di chi pensa di aver già trovato il colpevole e chi ha fretta di chiudere il caso per ottenere una promozione.
I personaggi in questo romanzo, come nei precedenti, sono ben descritti soprattutto per quanto riguarda la personalità. In particolare possiamo notare una crescita notevole nei personaggi ricorrenti: Alvise, complici gli avvenimenti che hanno interessato la sua vita negli ultimi mesi, è molto più serio e ha abbandonato il suo carattere da filibustiere dei primi due romanzi; Rivano, grazie al commissario che lo sprona in continuazione e gli da fiducia, è maturato sia professionalmente che come persona.
La narrazione è molto scorrevole. Il lessico è semplice, ma si arricchisce di espressioni e frasi in tabarchino nei dialoghi, di cui si trova la traduzione in una sezione apposita alla fine del libro che permette a tutti di comprenderlo.
La trama è ben ideata e ben sviluppata. Fino alla fine ci si può aspettare di tutto, sia per ciò che riguarda il giallo su cui si indaga (che ovviamente non può trovare soluzione se non nelle ultime pagine) che per ciò che riguarda il protagonisti.
L'autore ci regala un nuovo episodio della serie con protagonista il commissario Alvise Terranova, in continuità con i romanzi che l'hanno preceduto e allo stesso tempo molto diverso. Le differenze non riguardano solo i personaggi, come detto sopra, ma anche la tipologia di tematiche trattate che non si limitano più a un omicidio, ma abbracciano un più ampio spettro di problematiche sociali e criminali molto attuali.
Tutto ciò permette un'evoluzione anche nella scrittura, pur mantenendo fermo lo stile proprio dell'autore, che appare più matura e profonda e coinvolge in modo più personale il lettore.
Ritrovare ancora una volta Carloforte e il caro commissario Alvise Terranova è un piacere, soprattutto perché i luoghi e i personaggi ormai mi sono familiari e mi sono affezionata.
Nello specifico in questo romanzo non ho sentito la mancanza dell'ironia e del modo scherzoso di Alvise di affrontare la vita, come era successo nel precedente, perché qui è presente l'altro lato di lui, quello ombroso che dà profondità alla sua personalità e che in questo contesto non poteva che emergere e diventare quasi totalizzante.
Ovviamente sono già in attesa di un nuovo romanzo che non posso non chiedermi già da ora come sarà.
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