venerdì 29 maggio 2026

Una festa in nero (Alice Basso) - Recensione

 Torino ai tempi del fascismo, tra censura e persecuzione. Una dattilografa e uno scrittore che trovano il modo di non piegarsi al regime.


Il romanzo di cui vi parlo oggi è "Una festa in nero" di Alice Basso, quinto ed ultimo della serie di Anita Bo.

Autore: Alice Basso
Titolo: Una festa in nero
Casa editrice: Garzanti
Data di pubblicazione: 23 aprile 2024
Numero di pagine: 320

Trama: Nella Torino del 1935 si avverte più che mai il pericolo. Anita e Sebastiano, che ormai formano una squadra affiatata e consolidata all'interno della redazione del mensile "Saturnalia", si trovano ad affrontare una nuova sfida: un agente dell'OVRA arruola Sebastiano per incastrare Candida, un'amica di Anita. Ovviamente i due non possono permettere che venga condannata un'innocente per crimini fasulli e così ordiscono un piano per sottrarsi all'ingiustizia.

personaggi si presentano ben descritti, fisicamente e caratterialmente. Nonostante quasi tutti siano presenti già nei romanzi precedenti, l'autrice non lesina le parole nel ribadire le caratteristiche e la storia di ognuno, dando la possibilità anche a chi non li conosce di farsi un'idea piuttosto precisa.

L'ambientazione è la Torino del 1935. L'autrice ci porta per le vie, le piazze e alcuni luoghi storici tipici della città in cui si muovono i personaggi, dandoci tutte le indicazioni utili per capire i loro spostamenti.

La narrazione è fluida, la scrittura estremamente scorrevole e il lessico semplice e accessibile a tutti.

La trama è ben sviluppata, lineare e poco complessa.

Per la prima volta nella serie non ci troviamo davanti a un giallo da risolvere, ma piuttosto a un vero e proprio romanzo storico. Non per questo la storia è meno appassionante o coinvolgente. L'autrice riesce a descrivere il clima dell'epoca, già presente ovviamente anche nei primi quattro libri, trasmettendo al lettore un senso di tensione e ansia che nulla hanno da invidiare a un romanzo pulp e allo stesso tempo non rinunciando comunque alla sottile ironia e non snaturando i personaggi.
La storia è una corsa contro il tempo che non può non toccare le corde più sensibili del lettore, portato a compartecipare alla vicenda e a fare il tifo per i protagonisti.

Finale col botto per Anita Bo.
Già dall'inizio ho capito che questo libro non sarebbe stato come gli altri. Mi sono sentita parte della storia sin dalle prime pagine e mi è dispiaciuto che fosse l'ultimo perché ad Anita, Sebastiano e alla loro cerchia sociale mi ero davvero affezionata.
Devo dire che secondo me, Alice Basso con questo libro si è davvero superata: ci ha regalato una storia nella storia e ci ha mostrato, pur con un pizzico leggerezza, quanto quegli anni sono stati distruttivi per l'Italia.

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