Un orologiaio trovato morto. Il suicidio non convince il commissario Alvise Terranova che indaga.
Il romanzo di cui parlo oggi è "Assassinio all'Isola di San Pietro. Un'indagine di Alvise Terranova" di Antonio Boggio, terzo della serie con protagonista appunto il commissario Alvise Terranova.
Autore: Antonio Boggio
Titolo: Assassinio all'Isola di San Pietro. Un'indagine di Alvise Terranova
Casa editrice: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 maggio 2025
Numero di pagine: 396
Trama: Un orologiaio viene trovato morto impiccato nel suo laboratorio in cui soleva riparare gli orologi. Si pensa subito a un suicidio, ma Alvise Terranova non ne è convinto e contatta la PM Francesca Spanu per richiedere un'autopsia che faccia maggior luce sulla vicenda. Le indagini quindi partono e i poliziotti scoprono subito che l'uomo era inviso a tutti quelli che lo conoscevano, compresa la sua famiglia. Chi tra tutti poteva provocarne la morte?
I personaggi anche in questo romanzo sono ben descritti, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto caratteriale. Si notano delle differenze rispetto ai libri precedenti che denotano un'evoluzione dei personaggi, come nel caso dell'ispettore Rivano che appare più maturo e propositivo.
L'ambientazione, che negli scorsi volumi era molto presente fino a rappresentare un punto di riferimento per la storia, in questo caso è meno rilevante. Ovviamente viene riconosciuta la sua importanza a livello identitario: i carlofortini hanno un legame molto stretto con l'isola, i suoi luoghi e soprattutto il mare con cui vivono a stretto contatto quotidianamente.
La narrazione è scorrevole. La scrittura e il lessico sono semplici e accessibili a tutti. Utilissima la sezione finale dedicata alle traduzioni delle parole e frasi in tabarchino presenti nel romanzo che rendono il dialetto non una barriera per chi non lo conosce ma un arricchimento per la storia narrata.
La trama risulta ben ideata e ben sviluppata. Fino all'ultimo il lettore è coinvolto nella vicenda al fianco dei protagonisti e si sente partecipe della vicenda che in questo modo risulta molto interessante.
Ancora una volta Boggio presenta un romanzo avvincente che porta il lettore altrove e regala momenti di relax e pausa dalla quotidianità.
Questo libro, rispetto ai precedenti, è meno ironico e brillante, con un'evoluzione che si rispecchia sullo stile e sul carattere dei personaggi che sembrano più maturi.
Personalmente mi è mancata l'ironia di Alvise e le sue continue e scherzose prese in giro ai danni dell'ispettore Rivano, che ammantavano i racconti precedenti di un velo di comicità. Come mi sono mancate le descrizioni dei luoghi e paesaggi che in questo libro sono state meno presenti.
Mi chiedo se il cambio di Casa Editrice abbia inciso anche su questi aspetti e se le differenze che ho notato siano state volute.
Posto che Alvise resta comunque un personaggio che mi piace moltissimo, spero che nel prossimo romanzo possa tornare ad essere un po' di più lo scanzonato "filibustiere" che abbiamo conosciuto nei primi due capitoli della serie, anche se quasi sicuramente dovrà affrontare delle sfide impegnative.
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