Una donna originaria di Liten uccisa nove anni prima. Un'indagine nata quasi per gioco. Il primo caso di Annelie Lindahl.
Il romanzo di oggi é il quarto della serie ambientata sull'Isola di Liten: "L'isola del passato" di Arwin J. Seaman.
Autore: Arwin J. Seaman
Titolo: L'isola del passato
Casa editrice: Piemme
Data di pubblicazione: 24 marzo 2026
Numero di pagine: 416
Trama: Annelie Lindahl è preoccupata per il suo superiore, il capo Owe Dahlberg. Come tantissimi della comunità di Liten. Così, con l'intenzione di tenerlo occupato, rispolvera un caso di nove anni prima, il suo primo vero caso affrontato sulla terraferma prima del trasferimento sull'isola, chiuso come un omicidio con tentativo di rapina ad opera di un balordo. Secondo lei niente può emergere di nuovo anche se all'epoca non si sono potuti visionare alcuni documenti, eppure...
In questo romanzo i personaggi li vediamo attraverso gli occhi di Annelie che ne dà una visione personalissima di chi si interessa poco agli altri. Quindi, se non in rari casi, la descrizione è dettata dal fastidio e dalle caratteristiche negative. Ciò, per contro, ci permette di conoscere meglio il personaggio della poliziotta e, finalmente, di comprenderla fino in fondo.
L'ambientazione, intesa non solo in termini geografici ma anche di contesto sociale, in questo caso è meno presente rispetto ai romanzi precedenti, anche se in alcune situazioni si fa sentire.
La scrittura è fluida e il lessico semplice e adatto a tutti.
Il ritmo si presenta all'inizio lento per poi iniziare la sua accelerazione prima della metà, con le prime rivelazioni, e aumentare sempre più verso la fine quando, senza rendersene praticamente conto, ci si trova a terminare il libro.
La trama, come sempre, ben ideata e ben sviluppata, ha un andamento che alterna la vicenda presente a quella di nove anni prima, strettamente collegate tra loro. Questo tipo di narrazione risulta piacevole in un romanzo di questo tipo in quanto aumenta l'aspettativa e, quando si pensa di aver compreso tutto in funzione di ciò che succede nel periodo più recente, si scopre qualcosa nel passato che completa o muta la prospettiva.
Anche per questa scelta, Seaman si conferma un ottimo narratore perché in grado di gestire storie parallele, ma soprattutto perché in grado di offrire al lettore un romanzo diverso ogni volta: non basta cambiare il protagonista che influenza la visione d'insieme e il lessico in base alle sue caratteristiche personali, viene offerto anche un diverso stile di scrittura e una diversa modalità di narrazione.
Sicuramente un buon romanzo che coinvolge il lettore e lo conduce per mano fino alla fine senza mai fargli perdere interesse.
Personalmente ho apprezzato il fatto che l'autore mi abbia spiazzato più volte con i colpi di scena, facendomi sentire a casa dopo altri tre romanzi e allo stesso tempo facendomi riscoprire tutto, dall'isola ai personaggi.
Inutile dire che non vedo l'ora di poter tornare in questo luogo immaginario, che però sembra così reale, con il prossimo libro da cui non so cosa aspettarmi visto che Seaman riesce a stupirmi piacevolmente ogni volta.
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