Una donna che fugge. Una strage familiare in cui tutto sembra chiaro. Ma è stato scoperto davvero tutto?
Il romanzo di cui vi voglio parlare oggi è uno di quelli che spaccano i pareri dei lettori e alla fine li lasciano perplessi. E' ciò che successo a chi ha letto "La bugia dell'orchidea" di Donato Carrisi.
Autore: Donato Carrisi
Titolo: La bugia dell'orchidea
Casa editrice: Longanesi
Data di pubblicazione: 11 novembre 2025
Numero di pagine: 400
Trama: Una scrittrice che vive sola e nascondendosi da tutti un giorno riceve una lettera su cui è scritto il suo vero nome. All'interno un ritaglio di giornale in cui vi è un articolo di dieci anni prima su una strage familiare avvenuta un decennio prima. La donna all'inizio si spaventa e il suo primo istinto è scappare dal suo ultimo domicilio, ma poi si fa coinvolgere da quel mistero edecide di raggiungere la cittadina in cui è avvenuto il delitto per capire meglio cosa sia successo realmente e chi la conosca e voglia attirarla lì.
I personaggi sono ben descritti. Carrisi non lascia nulla al caso e mostra al lettore chi sono le persone che mette in scena.
L'ambientazione è suggestiva e, come ci ha abituato l'autore, ha un ruolo nella storia: è in grado di suscitare delle sensazioni particolari che portano il lettore a subirne l'azione, proprio come gli stessi personaggi del racconto.
La narrazione è fluida. La scrittura semplice, come anche il lessico, che permette a tutti di accedere alla parte più importante del romanzo rappresentata dalle emozioni che condizionano ogni tipologia di persona.
La trama è ben ideata e ben costruita. Segue un andamento lineare anche se si articola in due momenti temporali distinti: quello del presente in cui viene raccontata la storia e quello del passato di dieci anni prima in cui si è consumata la strage di cui abbiamo la ricostruzione della scrittrice e del giornalista.
Il romanzo suscita il solito fascino dei romanzi dell'autore ed è capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine (in questo caso molto spiazzante e per questo oggetto di discussione accesa da parte del pubblico).
L'atmosfera creata fa la storia nel senso che ci si trova catapultati nel luogo in cui si svolgono i fatti e si vorrebbe partecipare e/o pilotare le azioni dei personaggi, come se fosse il lettore stesso a vivere la vicenda, per trovare soluzioni o scoprire elementi nuovi che possano chiarire alcuni punti lasciati aperti.
Come sempre alla fine ci si accorge che il libro è un grande gioco di suggestione in cui per tutta la sua durata si è rimasti convinti di leggere fatti ben precisi e di comprenderne altri celati, mentre in realtà si è caricata la storia di fantasie prodotte autonomamente che l'autore in parte non ha suggerito.
Bellissimo leggere i libri di questo autore che ti lasciano sempre una sensazione di totale coinvolgimento, anche dopo che è passato del tempo, e ti fanno venire voglia di rileggerli per comprendere meglio degli aspetti che sai comunque che non comprenderai.
Nel caso specifico ho trovato una storia davvero suggestionante, anche se certe parti mi sono apparse così surreali da relegarle in un angolo e quasi non considerarle all'interno del quadro generale.
Stesso pensiero per il finale su cui, lette alcune recensioni e sentiti altri pareri, mi sono creata delle aspettative (ovviamente tutte errate). Mi piace pensare che il romanzo finisca col penultimo capitolo perché fino ad allora, in un certo senso, è rassicurante.
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