sabato 7 febbraio 2026

La donna nel pozzo (Piergiorgio Pulixi) - Recensione

 Una ritrovata morta in un pozzo. Un ghostwriter alla ricerca di una storia per pagare i debiti e uno scrittore che non riesce più a scrivere alla ricerca della verità.


Oggi vi parlo de "La donna nel pozzo" di Piergiorgio Pulixi.

Autore: Piergiorgio Pulixi
Titolo: La donna nel pozzo
Casa Editrice: Feltrinelli 
Data di pubblicazione: 24 settembre 2024
Numero di pagine: 304

Trama: Ermes Calvino fa l'autore per conto di una casa editrice, ma a firmare i suoi lavori è Lorenzo Roccaforte, scrittore caduto in disgrazia, che dopo il suo primo romanzo, vincitore del Premio Strega, non è riuscito a produrre più nulla. I due sono alla ricerca di una nuova storia da presentare al pubblico e, dopo essersi imbattuti in una lettera che prometteva rivelazioni su un caso archiviato come suicidio, decidono di partire per la Sardegna per raccogliere elementi utili per il nuovo romanzo: un true crime.

personaggi di questa storia sono ben descritti, soprattutto caratterialmente. I protagonisti, quasi agli antipodi anche caratterialmente, rappresentano due figure rilevanti nel mondo dell'editoria, l'autore di successo e il ghostwriter, che però in un certo senso si completano.

L'ambientazione è quella di una Sardegna bellissima, con luoghi da sogno, che si contrappongono al lato oscuro del contesto sociale del racconto.

La narrazione è quella tipica dei gialli, anche se questo non lo è nel senso stretto del termine. La scrittura è semplice, come il lessico. Bisogna rilevare che i dialoghi dei protagonisti per la maggior parte sono riportati in romanesco, ma sono comunque comprensibili a tutti.

La trama è ben ideata e ben sviluppata. Trattandosi in parte di un true crime, in certe parti ne assume la forma, ma non lascia mai del tutto le caratteristiche del romanzo giallo-thriller-noir. 
La semplicità con cui viene affrontato il racconto della vicenda non manca di appassionare comunque il lettore che pagina dopo pagina è sempre più coinvolto e vuole scoprire come andrà a finire.

Pulixi ci ha abituati alla contaminazione tra generi ed è forse anche questo che contribuisce a fare dei suoi romanzi dei successi. In questo caso si cimenta anche in un genere difficile come il true crime da cui viene fuori ovviamente un romanzo a tinte fosche, ma senza che la storia venga caricata da espedienti che sensazionalizzano la vicenda.
Altro protagonista è il mondo dell'editoria del quale si evidenziano le criticità e alcune storture che attualmente si stanno presentando. La figura di Arturo Panzirolli racchiude i vizi di chi deve capitalizzare a tutti i costi, anche a scapito della qualità. Soprattutto questa parte dovrebbe far riflettere il lettore che è colui che poi fruisce dei prodotti finali.

Un romanzo che ho letto soprattutto per curiosità, nonostante io ami l'autore, dopo aver sentito pareri discordanti su questo libro.
Alla fine mi è piaciuto: ho apprezzato la delicatezza con cui Pulixi si accosta a un fatto di cronaca che ancora è vivo nelle persone che l'hanno vissuto da vicino e la mancanza di clamore, condanna e sensazionalismi che troppo spesso accompagnano i true crime. E ho apprezzato oltremisura la parte di "critica" al mondo dell'editoria (di cui ovviamente siamo in parte corresponsabili anche noi lettori che accettiamo certi "compromessi") e che dovrebbe far riflettere non poco.

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