Un bambino trovato morto nei boschi e un altro scomparso. Un ispettore della Guardia Forestale e un maggiore dei ROS indagano.
Il romanzo di cui parlo oggi è "Piani inclinati" di Eleonora Carta.
Autore: Eleonora Carta
Titolo: Piani inclinati
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2020
Numero di pagine: 448
Trama: Nord Sardegna. Daniele Fois, un ispettore della Guardia Forestale, trova il corpo senza vita di un bambino durante un'escursione in montagna. Decide di portare il bambino alla più vicina stazione di Polizia e poi torna sul luogo per indagare: si sente responsabile dell'indagine. Qualche giorno dopo un altro bambino residente nella stessa zona viene rapito e da Roma viene mandata Linda De Falco, maggiore dei ROS e carabiniere esperto in materia, per indagare sulla vicenda. L'ispettore e il maggiore si troveranno subito sulla stessa lunghezza d'onda e insieme opereranno per trovare il bambino e il suo rapitore.
I personaggi della storia sono ben descritti. Ci si ritrova con personaggi secondari che è facile comprendere anche caratterialmente, mentre per quanto riguarda i protagonisti si riscontra una maggiore complessità e occorre quasi tutto il romanzo per conoscerli veramente.
L'ambientazione è una Sardegna impervia, non solo come luoghi fisici. Vengono presentati luoghi ai limiti dell'inaccessibile, quindi utili a nascondersi, ma che racchiudono una purezza e un'anima tutta loro per chi è capace di guardarli.
Allo stesso modo la comunità: aspra, chiusa e pronta a coprire chi vi appartiene, anche a costo di proteggere qualche crimine.
La narrazione è scorrevole. Il lessico è semplice e le pochissime espressioni in dialetto presenti sono facilmente comprensibili o presto tradotte.
La trama è ben sviluppata. Anche se in alcune parti si avverte un racconto più lento, la lettura non ne risente in quanto la costruzione della vicenda tiene alta l'attenzione per tutta la durata del romanzo.
Complessivamente un romanzo piacevole e interessante, soprattutto per i risvolti psicologici dei personaggi che non mostrano personalità rigide e imperturbabili ma le normali zone d'ombra delle persone reali e che li rendono più interessanti per il lettore.
A tratti si riscontrano ripetizioni di alcuni concetti che rendono la narrazione ridondante ma non ne inficiano l'efficacia.
Un'altra lettura interessante dalla penna di questa autrice che, stavolta e per la prima volta, si sposta nella sua terra e cerca di raccontarne la durezza e le consuetudini, tratteggiando le caratteristiche di un popolo con storia e consuetudini precise che ne hanno forgiato la diffidenza verso "lo straniero".
Ho trovato le dinamiche interpersonali molto coinvolgenti e interessanti, mai scontate.
Proprio queste portano il lettore alla riflessione su quanto possano cambiare i punti di vista a seconda di come ci si trova a vivere una situazione che ci coinvolge in un certo modo e che ci fa percepire la nostra esistenza in continua scivolata su un piano inclinato.
Nessun commento:
Posta un commento