Un professore accusato dell'omicidio di una sua studentessa. Un avvocato alle prime armi nell'ambito dei processi penali. Un'amicizia che non si può tradire.
Il romanzo di cui parlo oggi è "Quasi colpevole" di Paolo Pinna Parpaglia, pubblicato per la prima volta nel 2015 dalla Casa Editrice La Zattera col titolo di "Verità processuale".
Autore: Paolo Pinna Parpaglia
Titolo: Quasi colpevole
Titolo prima pubblicazione: Verità processuale (ed. La Zattera, 2015)
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 24 giugno 2021
Numero di pagine: 416
Trama: Durante una gita scolastica a Cagliari, la studentessa Alessia Deiana viene trovata morta nella sua camera d'albergo dalla sua amica Francesca. Dopo i primi accertamenti si sospetta di Paolo Almerighi che Alessia avrebbe dovuto incontrare proprio quella notte. Presto però le indagini si concentrano sul professore di filosofia Enrico La Torre che chiama a difenderlo in tribunale un suo vecchio amico avvocato civilista Quirico D'Escard.
I personaggi che orbitano attorno al delitto sono ben descritti in quanto funzionali alla riuscita del giallo stesso. Per quanto riguarda gli altri troviamo una descrizione per lo più caratteriale. Occorre rilevare che gli uomini soprattutto sono molto simili tra loro per quanto riguarda il modo di pensare: l'istinto sessuale sembra essere la principale molla che li guida in tutto ciò che fanno.
La scrittura è scorrevole e il lessico semplice e adatto a tutti.
La trama è interessante e ben raccontata. A parte qualche capitolo che sembra non seguire l'ordine temporale del racconto (e non è chiaro se sia una cosa voluta), per il resto non si rilevano altre anomalie.
Complessivamente il libro è un buon legal thriller, con esplicitazioni utili al lettore che non è del settore riguardo a procedure e prassi giuridiche, che porta il lettore a divertirsi ma anche a riflettere su alcuni aspetti della giustizia italiana e non.
Altro aspetto interessante riguarda la parte relativa alla natura umana: in questo romanzo ciascun personaggio fa riflettere per i suoi comportamenti e per la pratica "il fine giustifica i mezzi". Si fa fatica a individuare un personaggio totalmente positivo, a parte l'avvocato Demelas, perché vengono messi in scena i lati oscuri che ogni persona ha.
La pecca si trova in una quasi omologazione dei personaggi maschili.
Per me è la seconda lettura di questo romanzo a distanza di molti anni e l'impressione è di leggere qualcosa di quasi totalmente diverso rispetto a ciò che ricordavo.
Ho trovato un romanzo interessante, ben scritto e ben costruito, che non ha perso niente ai miei occhi nonostante sapessi già come andasse a finire (ma anche la prima volta capii ben prima della fine quale sarebbe stato l'epilogo).
Ritrovo con piacere l'autore che non mi aveva convinto in passato e credo che questo genere del legal thriller sia proprio quello in cui può sviluppare maggiormente le sue capacità di narratore.
Peccato per i personaggi maschili, come detto sopra.
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