lunedì 3 novembre 2025

Chi ha ucciso Desirè Bellanova? (Paolo Pinna Parpaglia) - Recensione

  Antony Depin, un investigatore privato vecchio stile. Desiré, una donna irresistibile. Un indagine difficile in cui tutti sono colpevoli.


Il romanzo di cui vi parlo oggi è "Chi ha ucciso Desiré Bellanova?" di Paolo Pinna Parpaglia, primo della serie con protagonista Antony Depin.

Autore: Paolo Pinna Parpaglia
Titolo: Chi ha ucciso Desiré Bellanova?
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: Luglio 2022
Numero di pagine: 256

Trama: Antony Depin vuole fare l'investigatore privato. A Chicago, nel 1953. Ma, essendo nel 2020, deve arrangiarsi. E così decide di aprire un piccolo ufficio, dopo aver conseguito la licenza  a seguito di un corso online e compra una pistola giocattolo. I suoi primi clienti sono la bella Desiré Bellanova che vuole sapere chi sia il mandante dell'omicidio del marito e un padre che vuole accertare la relazione tra la figlia minorenne e il suo anziano docente di italiano.

Il romanzo è palesemente costruito in modo da omaggiare gli Hard Boiled degli anni '50, anche se essendo ambientato nella Sardegna dei giorni nostri appare poco efficace e anacronistico.

personaggi sono ben descritti, anche se sono palesemente immagini di stereotipi presenti nella letteratura del passato. Lo stesso Depin (che non a caso ripete in continuazione di essere un investigatore privato nella Chicago del '53) è costruito con canoni ben precisi che rispecchiano una tipologia ben precisa di personaggio.

L'ambientazione è quella del cagliaritano ma la sua descrizione non viene approfondita.

La narrazione è lineare e veloce e i capitoli brevi aiutano nella lettura; la scrittura semplice ma arricchita da troppe metafore che al fine del racconto si rivelano inutili; il lessico accessibile a tutti.

La trama si presenta interessante e ben sviluppata, ma penalizzata dallo stile di scrittura che, probabilmente in maniera voluta, monopolizza l'attenzione, minimizzandone l'efficacia.

Complessivamente un romanzo che poteva essere molto buono ma che cozza con un genere ben circoscritto a luoghi e a un periodo storico ben preciso che non trova riscontro ai giorni nostri. Il risultato è un libro dove i personaggi sembrano delle macchiette e i fatti, così raccontati, poco verosimili.

Vista la recensione, penso si sia capito che non mi è piaciuto.
Sicuramente l'intento era buono e anche il fatto di ambientarlo in certe zone poteva essere vincente, ma forse è stato tutto troppo esagerato, a partire dai personaggi eccessivamente sopra le righe e poco credibili se collocati ai giorni nostri.
Secondo me proprio il protagonista è quello che rende poco piacevole la narrazione, con il suo intestardirsi a voler leggere la realtà attraverso un filtro che gli fa apparire il mondo come nella Chicago di settant'anni prima e la consapevolezza di dover interpretare una parte.

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