Quattro donne in difficoltà. Una rapina. E poi la fuga.
Oggi vi parlo di un romanzo di un genere finora del tutto estraneo a questa pagina : "Le solite sospette" di John Niven.
Autore: John Niven
Titolo: Le solite sospette
Titolo originale: The Sunshine Cruise Company
Traduttore: Marco Rossari
Casa editrice: Einaudi
Data di pubblicazione: 23 agosto 2016
Numero di pagine: 346
Trama: Alla soglia dei 60 anni, una volta diventata vedova, Susan scopre che suo marito non è ciò che le ha sempre mostrato di essere. La donna si ritrova nella condizione di perdere addirittura la propria casa a causa dei debiti contratti dal marito e così matura l'idea di fare una rapina in banca insieme all'amica Julie, anche lei in gravi difficoltà economiche, Jill, con un nipotino che necessita di un intervento costosissimo per continuare a vivere, e l'anziana Ethel che vuole evadere dalla routine noiosa della casa di riposo. Il gruppetto di criminali improvvisate darà il via a una serie di avventure rocambolesche nel tentativo di sfuggire alla polizia.
I personaggi sono ben descritti. L'autore si sofferma nell'intento di far conoscere anche ai lettori gli attori che animano la vicenda raccontata in modo che possano comprendere determinate situazioni in cui i dettagli fanno la differenza.
La narrazione è scorrevole. Il lessico è semplice e adatto a tutti, se non fosse per alcune parti con un eloquio scurrile.
Il ritmo è incalzante, soprattutto in alcuni episodi dove è resa benissimo la concitazione dell'azione e il lettore non può che aumentare anche la sua velocità di lettura per comprendere come si risolverà la situazione.
La trama è lineare, ben ideata e ben raccontata.
L'autore costruisce un romanzo divertente e dissacrante, dove il messaggio principale è che la vita non finisce quando ti viene detto che sei troppo vecchia e che non bisogna rassegnarsi alle situazioni che sembrano senza uscita. Bisogna non darsi mai per vinti e continuare a lottare. Ovviamente non è un invito alla criminalità o all'illecito come unici modi in cui sentirsi vivi.
Premetto che questo non è il genere di romanzo che leggerei di solito e infatti non mi ha fatto impazzire.
Devo però dargli il merito di essere ben scritto e ben ideato, con una comoponente di suspanse che tiene il lettore incollato alle pagine e non lo fa annoiare.
Sicuramente non leggerò altro di questo autore proprio perché non è nelle mie corde, ma il mio giudizio è al di sopra delle aspettative che avevo all'inizio della storia. Inoltre mi ha lasciato con delle riflessioni circa la società e i ruoli che assegna alle persone in base a regole superate, inadeguate e, la maggior parte delle volte, del tutto arbitrarie.
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