Il corpo di un uomo torturato. La famiglia che sembra nascondere qualcosa. Kim Stone indaga.
Il romanzo di cui parlo oggi è "Il silenzio dei colpevoli" di Angela Marsons, quindicesimo della serie con protagonista Kim Stone.
Autore: Angela Marsons
Titolo: Il silenzio dei colpevoli
Titolo originale: Twisted lies
Traduttore: Marialuisa Amodio
Casa editrice: Newton Compton
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2026
Numero di pagine: 384
Trama: Un uomo viene ritrovato nella zona industriale con inequivocabili segni di tortura su tutto il corpo. Kim Stone viene chiamata ad indagare e immediatamente si trova davanti il comportamento inusuale della famiglia del morto che palesemente nasconde qualcosa.
Parallelamente la giornalista Tracy Frost entra a contatto con la famiglia di una donna uccisa dal marito e si interessa al caso per cui l'uomo, che ha sfruttato adeguatamente i media per accattivarsi la benevolenza dell'opinione pubblica, non verrà mai condannato.
I personaggi di questa storia sono ben descritti, anche quelli ricorrenti che il lettore conosce già.
La narrazione è scorrevole, la scrittura fluida e il lessico adeguato a tutti.
La trama è ben ideata e ben sviluppata, creando nel lettore un interesse sempre crescente e aprendo, man mano che si va avanti, varie piste e possibili soluzioni.
Il finale della storia, anche se in apparenza sembra quello tipico dei romanzi dell'autrice, non è affatto scontato. Ancora una volta la Marsons sceglie una tematica e sfrutta un suo romanzo per svilupparla e parlarne al pubblico, cosa che rende le sue storie non fini a se stesse e all'intrattenimento.
Complessivamente non il libro migliore della serie e sicuramente non indimenticabile, ma con una carica di suspense che regala al lettore momenti di relax.
A parer mio non il migliore della serie ma comunque sempre un libro che mi ha fatto piacere leggere per la scorrevolezza e per i personaggi a cui ormai sono affezionata.
Ho trovato interessante la tematica trattata che permette di conoscere aspetti nuovi della società inglese e coinvolgente la storia della donna uccisa per cui il colpevole non è stato condannato per essere riuscito a sfruttare bene e a suo favore il fattore mediatico e non solo.
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