Due fratelli: un poliziotto e un giornalista. Come si sopravvive a un'infanzia difficile?
Oggi vi parlo di un romanzo di cui si è parlato tanto, di cui per tanti anni si è dovuta attendere la ripubblicazione: "Sangue marcio" di Antonio Manzini.
Autore: Antonio Manzini
Titolo: Sangue marcio
Casa editrice: Piemme
Data di ripubblicazione: 24 giugno 2025
Numero di pagine: 224
Trama: Pietro e Massimo sono due fratelli con una vita da sogno. Finché il loro padre non viene arrestato e devono rivoluzionare la loro vita, facendo delle rinunce e trasferendosi in una città in cui non li conosce nessuno. Una mattina Pietro trova la madre, già alcolista e depressa, impiccata all'asta dell'armadio e i due fratelli vedono la loro vita cambiare ancora: Massimo, più grande, viene accolto in casa dello zio e Pietro va a stare in un istituto. Ognuno, a modo suo, sopravvive alle difficoltà fino a diventare adulto: Massimo diventa poliziotto, Pietro giornalista.
I personaggi del romanzo sono ben descritti, sia fisicamente che caratterialmente. Dei principali conosciamo addirittura i pensieri e il loro sguardo sul mondo che ci permette di immedesimarci in loro.
L'ambientazione allo stesso modo è ben delineata, con luoghi fisici ben precisi in cui si svolge la vicenda.
La narrazione è semplice e lineare. La scrittura e il lessico sono semplici.
La trama, ben costruita e ben sviluppata, è interessante e si dipana davanti al lettore pagina dopo pagina non permettendo che questi avverta cali di tensione o perda interesse.
Complessivamente un romanzo noir puro, crudo, dove si riesce a penetrare nella mente dei personaggi senza alcun filtro.
L'autore dimostra la sua attitudine alla scrittura e la sua maturità narrativa già in questo suo primo lavoro d'esordio che lascia a bocca aperta. Il lettore si ritrova incollato alle pagine nonostante gli episodi raccontati siano brutali e emotivamente pesanti da affrontare, frutto del fatto che l'autore ha fatto piuttosto bene il suo lavoro, offrendo una storia forte e credibile.
Mi sono approcciata a questo romanzo per via del clamore che gli si è creato attorno.
Non sapevo cosa aspettarmi, ma sicuramente non questo che ha superato ogni mia più rosea previsione.
Da tempo non mi ero trovata fra le mani un noir così puro e coinvolgente e soprattutto verosimile tanto da non sembrare un romanzo ma il racconto di un fatto di cronaca.
Anche quando i fatti narrati si fanno più foschi e difficili da digerire non mi è venuta voglia di lasciare il libro o prendermi una pausa. E anche quando ormai la storia era chiara nella sua evoluzione ho continuato nella lettura scoprendo ancora qualcosa di nuovo.
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